Zoe ha gli occhi aperti sul mondo

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domenica 9 giugno 2013

ESSERE IL PRIMO

Conosci te stesso?

Oppure un imperativo: Conosci te stesso!

Così ci siamo lasciati stamattina.

Non importa se è una domanda o un imperativo. Il cammino parte dalla conoscenza. 
E si può conoscere il mondo intero, ma a nulla serve, se non si conosce prima se stessi. E per farlo, può non bastare una vita.

Ora ti riprendo e dico:

Non voleva sembrare, ma essere, il primo

(Eschilo, 525-456 a.C.)

Essere il primo


 

venerdì 19 aprile 2013

L'ECCELLENZA E' INTORNO A NOI

Basta esserne coscienti, per saperla assaporare.


Stasera, mentre guardavo distrattamente un cartone animato con mia figlia, Ratatouille per la precisione, un personaggio, un cuoco intento a preparare una prelibatezza, pronuncia la frase che titola questo piccolo post.

"L' Eccellenza è intorno a noi. Basta esserne coscienti, per saperla assaporare".

Che bizzarria.
Un cuoco-pupazzo animato, in  dieci parole esprime concetti di sublime bellezza e profondità.

Siamo circondati dall'eccellenza, ma quante volte non ce ne accorgiamo.
Essere coscienti, non è uno scherzo.
Saper assaporare.

Troppe cose ci sfuggono, presi come siamo da tutto ciò che non conta.
L'Eccellenza è in un singolo atto, diceva Aristototele.
Ogni nostra azione può divenire eccellente, se vissuta e assaporata.
Anche la più piccola e insignificante.

Gli arabi passano lunghi minuti, anche ore, a bere il te, seguendo un rito preciso e usando oggetti mai casuali. Noi lo trangugiamo di fronte ad una macchinetta automatica, dentro un bicchiere di plastica.

Ogni evento perde di valore, se nemmeno ci accorgiamo che accade.
E la perdita di significato della nostra vita, è l'inevitabile conseguenza della nostra colpevole distrazione.

Zoe

 

venerdì 4 gennaio 2013

LOVE THE WAY YOU LIE

Tradotto: "Adoro il modo in cui menti"

È il titolo di una canzone figlia della collaborazione di due artisti, una donna - non male come voce - Rhianna, e un gigante, che risponde al nome di Eminem.
Video e testo del pezzo sono belli, anzi bellissimi, nella loro trasudante sporcizia, inquietudine, violenza e poi....tenerezza, amore, passione  senza un barlume di logica.
Si, lo so....passione è esattamente il contrario di logica. 

Ma non è qui che voglio arrivare, non è di questo che voglio parlare stasera, amico o amica che, ancora una volta, hai la pazienza di leggermi, durante le mie sempre più sporadiche apparizioni notturne.

Voglio invece discorrere del mentire e, più precisamente mi chiedo: ma si può adorare una persona che mente, o meglio, il modo in cui mente?
Ma che significa? Ehi, lo sto chiedendo a te!
Vuol dire che per amore si potrebbe essere disposti ad accettare la menzogna, basta che sia detta in un certo modo? Posso quindi ricevere tranquillamente una bomba innescata, pronta ad esplodere, purché sia ben confezionata ed elegantemente impacchettata?
Prendo una pausa, esco in terrazzo, fumo avidamente una marlboro rossa (morbida).
Ci rifletto un po' su e dopo qualche minuto eccomi di nuovo qui alla tastiera, convinto di aver pensato e scritto un qualcosa di banale.
O forse no?
Non cancello.

Mentire.

Lo abbiamo fatto tutti, continueremo a farlo e non sarà mai giusto, anche se a volte, al colmo dell'ipocrisia, ci convinciamo persino di aver mentito "a fin di bene".
Le "bugie bianche".....mai sentito parlare di loro?

Modificare, nascondere, corrompere la verità non può essere una cosa buona.

Eppure, lo abbiamo fatto, lo facciamo e - stanne pur certo - continueremo imperterriti a farlo.
Senza sosta.
A volte, neanche ce ne accorgiamo, se siamo mentitori incalliti.
Eppure, qualcuno potrebbe arrivare ad amarci a tal punto da adorare il modo in cui mentiamo.

Tu.....da che parte stai?

Buona notte


Zoe 


domenica 7 ottobre 2012

ESSERE QUELLO CHE SI VUOLE



Bada bene.
Ho detto ESSERE  e non FARE. 
Non che fare quello che ci piace, sempre e comunque, sia impresa facile.
Ma essere quello che si vuole, quando si vuole, è cosa ancora più impegnativa, quasi ai limiti dell'impossibile.

Quasi.....

Diversi anni fa, mi trovavo a Napoli per lavoro.
Quella volta, decisi di prendere il treno. Non stavo bene, e non me la sentivo proprio di viaggiare in macchina.
Arrivato alla stazione centrale del capoluogo campano, dunque, trovai fuori ad aspettarmi un mio agente. 
Dopo i rapidi convenevoli, ci dirigiamo verso la sua vettura, disturbati da questuanti vari.
Lancio un rapido sguardo verso il parcheggio, e noto subito che sarà arduo uscire. Infatti, l'auto del mio agente è letteralmente incastrata da almeno altre quattro. Ma lui non sembra curarsene. Sale a bordo e mi invita a fare lo stesso.
"E adesso come usciamo?" Gli chiedo

"Non ti preoccupare c'è il parcheggiatore".

In pochi attimi, un tipo smilzo e vestito alla bell'e meglio, ci libera la via.
Il mio agente, abbassa il finestrino e molla 1 euro.

"Grazie Signo'!" Risponde il macilento figuro, mostrando una fila di denti neri e bucati.
 Dopo un secondo di silenzio, mentre la macchina imbocca un lungo viale trafficatissimo, domando "Ma quello era veramente un parcheggiatore?"
"Eh, che ti devo dire....?" 
Un sospiro 
"Oggi è un parcheggiatore. Domani.....chissà? Tanto, qui a Napoli, ognuno è quello che vuole essere!"

Da quel giorno, ho capito che si può fare. 
Si può essere quello che si vuole.
Basta andare a vivere a Napoli......


Zoe

lunedì 17 settembre 2012

SPREZZATURA


 
Che sarei tornato a scrivere sul blog, ne ero certo. 
Non ero altrettanto sicuro di quando sarei tornato.
Sinceramente la vedevo più lunga, questa pausa e, contemporaneamente...... 

Via, la faccio breve: sono di nuovo on line. 
Non so se è una scelta definitiva, ma ora ci sono e voglio vivere l'attimo.

Il fatto curioso è che il rientro in scena è ispirato - esattamente come otto mesi fa - da un articolo letto su Vanity Fair, settimanale che i più immaginano come un giornaletto frivolo e modaiolo. 
Certo, Vanity Fair è anche questo. Ma, e lo dice il titolo stesso, che voglio tradurre come "Una Vanità Discreta", Vanity è anche una pubblicazione densa di articoli che vanno semplicemente......oltre. 

Oltre cosa? 

Di per sé, usare il prefisso oltre già basterebbe, direbbe un caro amico, ma a te, che forse non conosci il singolare personaggio, voglio dare qualche indizio in più.
Oltre è qui inteso come andare al di là, sorpassare il limite. Del senso comune, del perbenismo, del pensiero di massa e soprattutto..... delle regole. 
Non le leggi, non i valori, ma le stramaledette, infinite, eppure (alcune) a volte utili, regole.

Vanity è una rivista che conosce molto bene le regole, non solo quelle della stampa e della comunicazione (in questo è un gigante), ma soprattutto quelle che governano il mondo.
Di solito le osserva, ma sa anche quando trasgredirle e, soprattutto, non fa mai nessun calcolo, o almeno a me non sembra lo faccia. In una parola, Vanity ha la "sprezzatura".

E che roba è, questa "sprezzatura"? 

Lo apprendo anche io, per la prima volta, dall'articolo ispiratore di questi pensieri. Ignorante come pochi, questo Zoe!!

Insomma....parrebbe che nessuno abbia saputo raccontare meglio di Baldassarre Castiglione, questo apparentemente astruso concetto: ne parlò nel suo Cortegiano, uno scritto che, ai principi del 1500, fu un vero e proprio best seller. 
Diamine, non si finisce mai di imparare.....! Questo Baldassarre, fino a ieri, per me non era altro che il nome di una viuzza situata a Roma, a pochi metri dai luoghi ove sono nato e invece.....

Ed ecco quindi che, ad un certo punto dell'opera, il nostro "beneamato" scrittore tardo rinascimentale giunge a descrivere il concetto di sprezzatura:
"Fuggir quanto si può, la affettazione; e, per dir forse una nova parola, usar in ogni cosa una certa sprezzatura, che nasconde l'arte e dimostri ciò che si fa e si dice, venir fatto senza fatica e quasi senza pensarvi".

Fare o dire qualcosa senza fatica e quasi senza pensarvi.....
Non ti sembra una cosa immensa?
A me si, tanto.

Esserci, ma non esserci. 

Immagina.....
Sei nel mezzo di un party. Una vera baraonda. 
Caldo, musica a palla che non ti piace, puzza di sudore.
Volti sudati, occhi sudati, voci sudate.
Occupi a fatica un angolo nascosto e semi buio. 
Osservi la scena con fare distratto, pensando che in fondo anche quel guardare distaccato ti diverte. 
Ad un certo punto, senza che tu lo voglia (affatto!!!), qualcuno ti nota.

Conosci cosa deve essere fatto e cosa no, e sai quando è il caso di rompere le regole e quando, invece, è preferibile osservarle.
Soprattutto, sai benissimo quali possono essere le conseguenze della tua trasgressione, ma - non facendo calcoli - parti e vai, contando solo su di te.
Hai persino uno stile, anche se - soprattutto quando hai fatto troppo tardi la sera prima - ti sembra sempre di mettere la prima cosa che capita.
Non ostenti, e quelle poche volte che lo fai, non ti piaci affatto e non accetti il motivo che ti ha portato a farlo. Ma ogni tanto la strada chiede di mostrare i muscoli..... e tu lo fai, vero amico mio?


Prima di leggere queste righe di Vanity, non mi ero mai reso conto di aver inconsciamente teso per tutta la vita verso questo modello. E di non averlo raggiunto, toccato, se non in momenti molto brevi. 
Ma sono certo che è il mio modello. 
Lo so bene, anche se molte volte ne sono rimasto lontano, troppe volte. 
Perchè in me vince spesso la parte che "deve essere" e quasi mai quella "che è". A volte senza perdite, a volte lasciando sul campo morti e feriti.
Dipende.....

Che lotta infinita,  quella tra "essere" e "dover essere", vero?


Che goduria però, tutte quelle volte che mi sono ritrovato ai lati estremi di un affollato buffet, quasi nascosto, sornione, con un calice di vino rosso in mano, mentre la massa si affannava per agguantare l'ultimo tramezzino rimasto.

Colmo di sprezzatura.

Zoe



Gelasio Gaetani d'Aragona scrittore e produttore di Brunello di Montalcino. Un uomo che "nuota" nella sprezzatura.






lunedì 10 settembre 2012

DESERTO



Niente da fare, lo devo accettare.
Mestamente......
Al rientro dalle vacanze il mio cervello scoppietta, e va subito in panne.
E allora, piuttosto che scrivere cose a metà, o tanto per occupare il tempo, mi prendo una pausa.
Non so quanto sarà lunga, forse poco, forse tanto.
Per ora è meglio salutarsi, amico mio.
Sperando di incontrarti ancora.

Il blog di Zoe chiude per un pò.
Buonanotte

Zoe

sabato 8 settembre 2012

SULL' AMICIZIA



Ragazzi, che argomentone, anzi.....che pesante macigno!

Stai sereno.
Lungi dallo scrivere un trattato - e bada che potrei farlo! - mi abbandono solamente a qualche breve, scomposta, ma terribilmente libera riflessione.
Solo poche righe, vista l'ora tarda.

Dichiaro ufficialmente di avere una concezione e un'idea dell'amicizia che non ha mai trovato nè trova moltitudini di sostenitori.
Sosterrò sempre che l'amicizia è sinonimo di libertà.
Libertà di espressione, di cambiare idea, di parlare senza remore o timori.

Stare bene e non desiderare mai di essere altrove.

Non faccio quello che non sento.
Non agisco perchè "va fatto".

Per un amico, posso donare anche la mia vita.

Dedico questo piccolo post alla persona che è uscita dalla mia casa pochi minuti fa.
Ha giocato teneramente con mia figlia e, parlando, mi ha aperto il suo cuore.
E pensare che il primo giorno che lo vidi, non riuscii a percepire nulla di buono in lui.
Molti non vedono nulla di buono.
Io invece vedo un mondo da scoprire.

Buonanotte 
Zoe


lunedì 14 maggio 2012

A COSA SERVE?


A cosa serve....

Superare l'ultima macchina in fila, se ti fermi dieci metri più avanti?
Sognare di possedere quello che appartiene ad altri, se non sai nemmeno cosa già è tuo?
Sforzarti di essere il primo, se non eri stato invitato alla gara?
Urlare, se nessuno ti ascolta?
Piangere, se nessuno ti aiuta ad asciugare le lacrime?
Cercare la felicità, se poi non sei capace di riconoscerla, quando la incontri?
Tentare di dimenticare?
Tanto nulla si può insabbiare. 
E se ci provi, 
per quanto profonda sia la buca che hai scavato,
arriverà la pioggia,
che con pazienza,
riporterà tutto alla luce.

Zoe

sabato 12 maggio 2012

IDIOTA





 
Questa sera, ecco a te la proposta: il testo di un'altra canzone. Contenuti diversi rispetto al penultimo post, ma l'autore non cambia, è di nuovo Daniele Silvestri.

Poesia, che s'intitola proprio "Idiota". 
La dedicherei in primis a me stesso, ma anche a tutti coloro che, mentre assorbono le parole, di tanto in tanto si dicono: Cazzo, sono un idiota!
Buona lettura e, soprattutto, buon pensiero.

Cazzo sono un idiota......
ma come ho fatto a non accorgermi prima
dovevo proprio avere gli occhi bendati
per non vedere tutti i giorni passati,
sprecati, buttati
consacrati al niente
a quel continuo trastullarsi della mente
escogitando ogni nuovo espediente
per ripromettersi sempre la mattina seguente
la stessa carota.....


Cazzo sono un idiota!
ma come ho fatto a non accorgermi in tempo
che il mondo si stava trasformando
mentre invecchiavo non mi stava aspettando
del resto lui non ha mai atteso nessuno
non sono il primo che si sveglia in ritardo,
tossendo
nel fumo di un locale notturno
tavoli da biliardo e il cantante di turno
che giudico già da una nota 


Sono un idiota,
ma come ho fatto a non sentire i messaggi
quelli che i saggi hanno voluto lasciare
e che non erano bottiglie nel mare
ma storie canzoni, dipinti, parole anche se non le ho mai trovate da sole
ma come ho fatto a non distinguerle al volo
non mi consolo pensando al domani
se adesso sul piano le mani le muovo
ma la testa è vuota 

Tardi tardi tardi è troppo tardi
e non mi bastano i ricordi
quando si diventa sordi
l'emozione non si sente più
Tardi tardi tardi è troppo tardi
ci sono troppi sprechi
quando si diventa ciechi
la passione non si trova più


Cazzo sono un idiota!
ho dato tempo al cuore di consumarsi
ma come mai la mia coscienza dormiva?
è la catarsi, quella televisiva
che ti libera e priva delle tue preoccupazioni
e delle tue riflessioni se non ti sai dominare
e non ci sono istruzioni da usare
sono solo evasioni
non si prevedono istruzioni per l'uso


Cazzo sono deluso....
e mi vergogno di ogni fiamma che ho spento
del primo fuoco che bruciava nel cuore
e non è vero che non era il momento,
che c'è sempre del tempo
e che la fiamma non muore, no
non è vero se ora quello che sento
è poco più di un tepore
e non mi basta pensare al domani
se ho le mani piene di penne, carta, colori
ma la testa è vuota.....


Tardi tardi tardi è troppo tardi
e non mi bastano i ricordi,
quando si diventa sordi
l'emozione non si sente più.....
Tardi tardi tardi è troppo tardi
ci sono stati troppi sprechi
quando si diventa ciechi
la passione non si trova più

 
Cazzo sono un idiota!
ma come ho fatto a non capire che i danni
li avrei pagati tutti pesantemente
chi mi ha insegnato a dire sempre: "la gente"
a pensarmi differente,
a chiamarmi fuori,
come se non facessi anch'io quegli errori,
gli stessi
peggiori perfino se guardo al mio ruolo
che sono solo un passeggero del volo


e mi credevo pilota......


(Lyrics by D.Silvestri)

domenica 22 aprile 2012

EPPUR SI MUOVE!


Si tratta di me, non della terra.
Mi approprio di questa frase famosa, presumibilmente pronunciata da un Galileo abiurante dinanzi all’Inquisizione, perchè mi sembra la più adatta per descrivermi.
Sono stato assente dal blog per una decina di giorni, non perchè non avessi più storie da raccontare, ma semplicemente perchè volevo vedere cosa accadeva allontanandomi un pò dalle  scritture seral-notturne.

Non molto è accaduto, per rimanere in una confortante superficie.
Ma, andando verso il fondo, non posso dire che sia rimasto tutto immobile, anzi, qualcosa si è mosso.
Un amico caro, un fratello per dirla tutta, ha deciso di cancellarsi come follower. Il perchè lo sappiamo io e lui. Dico solo che non ti capisco, così come sicuramente non hai capito me. Ma fa niente. Questo "fattarello" non cambia nulla tra di noi.
Poi, una persona sconosciuta - almeno dal nome, che è chiaramente uno pseudonimo - si è aggiunta come membro.
Provo ad immaginare chi tu possa essere, ma magari sono fuori strada.
Le ipotesi affaticano la mia immaginazione, anche se solo marginalmente. 

Ok, non divaghiamo, si parlava di me.....
Riavvolgo il nastro e riparto.

Eppur si muove, il mio pensiero.
Costantemente, incessantemente.
Un moto perpetuo, come quello della terra intorno al sole.

Sono tornato qui, in parte per merito (o per colpa?)  di un libro di Moravia, “La Ciociara”.
Tanto tempo fa ho visto il bel film neorealista di De Sica con Sofia Loren, ma nulla di più.

Ieri, guardando distrattamente la libreria, mi sono sentito chiamare.
Così, leggendo appassionato le vicissitudini di Cesira e Rosetta, che fuggono precipitosamente da una Roma assediata e disperata, percossa a morte dalle bombe alleate, ad un certo punto ho pensato che sarebbe stato bello riprendere in mano il racconto di Giuseppe Bottini. Ti ricordi di lui o l’hai già dimenticato?
Povero Giuseppe. L’ ho lasciato solo, nel lontano 1940, in balia di venti nefasti, a soli tre mesi dall’ingresso dell’Italia in guerra.
Tornerò a parlare di te, non temere. Hai ancora tante cose da raccontare.
Così come ne ho io.
Sono certo, mio caro Giuseppe, che non te ne avrai e che non ti sentirai “usato” se, narrando di te, parlerò un pò anche di me.




“L’importante, in guerra, è non mettersi contro il più forte. Oggi sono i fascisti ad essere i più forti, e bisogna stare con i fascisti. Domani saranno magari gli inglesi e allora ci metteremo con gli inglesi”. (Moravia - La Ciociara)


Zoe

giovedì 5 aprile 2012

LE INCOMPRENSIONI



....."sono così strane, bisognerebbe evitarle sempre", cantano i Tiromancino.
Boh, chissà.....penso che sia così.
Eppure sono riuscito a far morire un amore - e relativo matrimonio - lasciando che affogasse in un torbido mare di incomprensioni,  facendo ben poco per salvarlo.
Inutile negarlo.
Non affrontare il problema di petto, "prendendo il toro per le corna", direbbe qualcuno di mia conoscenza.
Questo è il vero problema e il bello è che ne sono perfettamente consapevole.

Sul lavoro mi faccio forza  e alla fine qualcosa di buono esce fuori. 
L'ostacolo è lì, lo vedo bene e so che devo superarlo in un modo solo: prendendo la rincorsa e saltando più in alto che posso. Talvolta cado, ma so di avercela messa tutta.
Nella vita reale invece, anzi, purtroppo, quell'ostacolo lo vedo, ma spesso non lo salto, piuttosto cerco tutti i modi per aggirarlo. 
Oppure, peggio ancora, faccio finta che non esista.

Nel post intitolato "Just to know" ho usato le parole di Jovanotti:

Cosa pensa il trapezista mentre vola?
Non ci pensa mica a come va a finire.....

E ne ho usate molte altre, di frasi, per descrivere il mio stato d'animo.
In tutto quello che ho scritto, ci sono io, sempre e solo io.

Spero avrai tentato di interpretare il mio pensiero. 
Se mi conosci un pò, oramai dovresti sapere che mi piace lasciare massimo spazio alla tua fantasia.

Però è giusto che tu sappia almeno una cosa, su cui non devono esserci incomprensioni.
Io sono un trapezista che, troppo spesso, mentre vola, pensa a come va a finire.

Tu chi sei?

Zoe Kipling

 

lunedì 2 aprile 2012

JUST TO KNOW.....



Questo pezzo lo dedico ad una persona che non mi leggerà.
O forse si.
Che sia uomo o donna, poco importa.
Tra pochi minuti, una volta finito di scrivere, arrotolerò la pergamena, la infilerò con cura all’interno di una bottiglia di vetro verde, levigato dal sale, dal sole e dal tempo,  e quindi la affiderò alle onde del mare, che porteranno il messaggio a destinazione.
O forse no.

Just to know.
Tanto per sapere.
Ti giuro che mi piacerebbe “sapere cosa vuoi sapere”.
O meglio, che cosa vorresti che io dica.
Vado ancora oltre, che cosa ti aspetti che io dica.

Sai benissimo che non farò nulla di cui sopra.
Forse hai imparato che dico solo quello che voglio dire.
Nella peggiore delle ipotesi, lo stai imparando.
Anche se non ti vedo, sento chiaramente quello che provi, semplicemente perchè non hai tutti gli schermi che ho io.
Sei quello che sei, e non hai avuto paura di mostrarti.
Anche se quel coraggio ti è costato tanto.

Lotto di continuo con “Chi Sono” e “Chi Devo Essere”.
Il primo soccombe spesso, ma lo amo da morire.
E quando vince, è meraviglioso nella sua gloria, come Re Leonida e i suoi trecento Spartani.

Il secondo è la maschera dai mille volti.
Prima la indossavo quasi costantemente.
Ora, sempre di meno e solo a secondo del bisogno.
Ma adesso non è il momento di conoscerlo.

Poi c’è un terzo, ma di lui preferisco non parlare.
A nessuno.
Ognuno di noi è come una porta, che si apre solo trovando la chiave giusta

Just to know.
Tanto per sapere.

Se non prendi la chiave giusta, non aprirai la mia porta.

Ti saluto con una canzone.
Non so perchè mi è venuta in mente.
O forse si.....

Buonanotte


È una notte come tutte le altre notti
È una notte con qualcosa di speciale
Una musica mi chiama verso sé
Come acqua verso il mare
Vedo un turbinio di gente colorata
Che si affolla dietro a un ritmo elementare
Attraverserò la terra desolata
Per raggiungere qualcosa di migliore
Un po' oltre le miserie dei potenti
E le fredde verità della ragione
Un po' oltre le abitudini correnti
E la solita battaglia di opinione
Vedo gli occhi di una donna che mi ama
E non sento più il bisogno di soffrire
Ogni cosa è illuminata
Ogni cosa è nel suo raggio in divenire
Vedo stelle che cadono nella notte dei desideri

È una notte come tutte le altre notti
È una notte che profuma di avventura
Ho due chiavi per la stessa porta
Per aprire il coraggio e la paura
Vedo un turbinio di gente colorata
Che si affolla dietro a un ritmo elementare
Attraverserò la terra desolata
Per raggiungere qualcosa di migliore
Vedo gli occhi di una donna che mi ama
E non sento più il bisogno di soffrire
Ogni cosa è illuminata
Ogni cosa è nel suo raggio in divenire
Vedo stelle che cadono nella notte dei desideri
è la notte dei desideri

Vedo Cristoforo Colombo il marinaio
È arrivato il mio momento per partire
Cosa pensa il trapezista mentre vola
Non ci pensa mica a come va a finire
Vedo i barbari che sfondano il confine
E li guardano dal vetro dello specchio
E qualcuno che medita la fine
E tutto il cielo si riflette nel mio occhio
Le montagne che dividono i destini
Si frantumano diventano di sabbia
Al passaggio del momento di splendore
Si spalanca la porta della gabbia
Vedo gli occhi di una donna che mi ama
E non sento più il bisogno di soffrire
Ogni cosa è illuminata
E non sento più il bisogno di soffrire
Vedo stelle che cadono nella notte dei desideri

(Jovanotti - La notte dei desideri)